40 anni di ordinamento penitenziario – 26.7.2015 i Magistrati di Sorveglianza trascorrono la giornata negli Istituti di Pena

Il Coordinamento dei Magistrati di sorveglianza, nel quadro di approfondimenti sull’ordinamento penitenziario e l’esecuzione penale che sta promuovendo nel corso dell’anno 2015 mediante convegni e seminari di studio, sottolinea la rilevanza peculiare della data del 26 luglio 2015, in cui ricorre il quarantennale della legge penitenziaria.

La riforma del ’75, sulla scorta dell’insegnamento contenuto nella Carta Costituzionale, ridisegnava l’esecuzione penale ponendone al centro la persona detenuta, in quanto portatrice di diritti, ed imprimendo al trattamento penitenziario le caratteristiche positive della conformità al senso di umanità e, con espressione ancor più densa di conseguenze applicative, al rispetto della dignità della persona.

Intorno a tale nucleo si generava un rapporto nuovo tra l’amministrazione penitenziaria e i ristretti, trovava spazio pieno la figura del magistrato di sorveglianza garante di tali diritti e dell’attuazione del trattamento rieducativo, nuova pregnanza il ruolo della polizia penitenziaria, delle figure degli operatori giuridico – pedagogici, degli assistenti sociali e dei soggetti esterni che, mediante il volontariato, consentono alla società civile di rendersi presente entro le mura e di prefigurare la necessaria osmosi tra territorio e carcere, al fine di garantire un efficace reinserimento al termine della pena, vissuta anche nelle forme delle misure alternative alla detenzione, a completamento di un percorso individualizzante di crescita e di revisione critica da parte del reo.

In questo contesto, i magistrati di sorveglianza intendono trascorrere la giornata di domenica 26 luglio 2015 all’interno degli istituti penitenziari, nell’esercizio ordinario delle proprie funzioni istituzionali di vigilanza e per favorire momenti di confronto con gli operatori e le persone detenute circa l’importante anniversario, l’effettiva odierna attuazione dei principi cardine dell’ordinamento penitenziario, dopo alcuni decenni di sopravvenute scelte legislative non sempre omogenee rispetto agli obiettivi della riforma, e la necessità di elaborare strumenti nuovi per implementarne l’efficacia, anche nel quadro di una più ampia riflessione che in questi mesi si svolge nel contesto degli Stati Generali dell’esecuzione penale.

Il Coordinatore Nazionale Nicola Mazzamuto

Il Segretario del Comitato esecutivo Fabio Gianfilippi